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Il lavoro del velo e le infinite dimensioni della vita

Il velo nella Kabbalah

Infinite sono le dimensioni della vita. Ciascuna separata da un velo.

La tradizione kabbalista suddivide l’Albero della Vita principalmente in quattro sezioni. Si tratta di sezioni separate da “veli” che il kabbalista impara a togliere per aprirsi ad una dimensione più luminosa e consapevole della realtà che lo circonda.

Cominciamo da un esempio. Permutando le lettere del nome “velo” רעלה di fatto si ottiene il nome “prepuzio” עָרלָה che viene reciso reciso nell’ottavo (ח) giorno di vita Leggi tutto…

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Kabbalah e profezia

Kabbalah e profezia

Nella Kabbalah la profezia rappresenta l’espressione spirituale più elevata della vita di un essere umano.

Una meditazione kabbalistica, condotta con uno scopo spirituale profondo e consapevole, può avvicinare alla dimensione esperienziale completa, fino a giungere ade essere “profetica” – diventando quindi “Kabbalah profetica“. Leggi tutto…

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Angeli e Nomi

Una delle “querelle” più affascinati che ruotano intorno ai misteri della Kabbalah è la relazione al mondo degli Angeli e Nomi che li contraddistinguono.

Perchè il suono è Leggi tutto…

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Il Libro della Vita

Cosa è scritto nel Libro della tua Vita?

E’ una riflessione naturale che, prima o poi, ci poniamo. E’ quello il giorno in cui comprendiamo i primi tratti del disegno della nostra vita, della nostra storia, quella che abbiamo scritto attraverso le azioni… Leggi tutto…

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Gilgul, la ruota degli eventi nel ciclo della vita

GilGul, la ruota degli eventi nel ciclo della vita

 
È il tema che più affascina l’inconscio umano: esiste una ruota su cui avviene il processo di sviluppo delle anime. Forse questo significa che le anime si trasformano nei corpi, per lasciarli e ritrovarne altri? Leggi tutto…

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Chafitzah, ai piedi della scala

Chafitzah, ai piedi della scala

Ogni ricerca ha inizio con una domanda: un moto improvviso, un impulso che parte dal profondo del nostro corpo, che si protende con tutto se stesso per riuscire a sapere. Chi siamo? Da dove veniamo? Perché esistiamo?

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Il Divorzio dei Nomi

La frantumazione delle origini del mondo

E’ da qui che prende origine il lavoro dei Nomi , il Get Ha-Shemot (il Divorzio dei Nomi) in cui Abraham Abulafia (1240-1291) accenna alla pratica sapienziale che esercita l’essere umano nella scelta di “calarsi” in Leggi tutto…

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Kavanah e il potere della parola detta

Esistono momenti in cui diventiamo consapevoli del potere delle parole.

Sono momenti che ci migliorano. Ci fanno migliori perchè ci avvicinano a quella parola che chiamiamo Kavanah  כַּוָּנָה . E’ una parola antica, Leggi tutto…

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La Via della Rosa

esiste la via della rosa?

…esiste una “Via della Rosa”, è probabile. Chi la sa cogliere non lo nega. Se la chiave di questo cammino rimane celata nei tanti racconti simbolici, la Via della Rosa traccia una linea a ritroso nell’Alephbeit, un percorso verso l’origine dell’essenza umana. Leggi tutto…

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Pratica di primavera a Schloss Hocheppan

Primavera 2017: riavvio dei lavori di kabbalah pratica.

Un’ esperienza di Kabbalah convolgente e profonda.

Abbiamo celebrato la primavera a Schloss Hocheppan, antica dimora dei Conti di Appiano.

Nel suo luogo più protetto il castello conserva una cappella dedicata originariamente a  Magdala, la Maddalena. In Italia rimangono ancora 20 luoghi a lei dedicati,  tuttavia poche restano le indicazioni simboliche che caratterizzava questi luoghi di culto.

Qui a Schloss Hocheppan tuttavia,  s’individuano tra gli affreschi alcuni “messaggi” che la rendono unica nella sua bellezza: la Magdala grande che tiene sulle ginocchia il figlio, col volto adulto, si colloca nel luogo più importante dell’abside, mette subito in evidenza il valore del femmineo. E’ il punto di convergenza da cui  si dirama la dinamica di corrispondenze geometriche degli affreschi, nei quali in molte parti appare come sfondo il giglio, simbolo dell’elezione come scelta dell’essere umano (Cantico dei Cantici 2,2).

La particolarità di questi gigli, che indica l’abbandono mistico alla grazia divina, è il loro colore rosso, che esprime forza estatica.

Qui abbiamo operato un lavoro di pratica con le lettere, che ha consentito di ricentrare l’espressione del sentire originario. Un lavoro di celebrazione. Di apertura. Di primavera.

Un caloroso grazie a B. che ci ha aperto le porte di questa dimora.

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