Chafitzah, ai piedi della scala

Chafitzah, ai piedi della scala

Ogni ricerca ha inizio con una domanda: un moto improvviso, un impulso che parte dal profondo del nostro corpo, che si protende con tutto se stesso per riuscire a sapere. Chi siamo? Da dove veniamo? Perché esistiamo?

Sono tutte domande legittime, affascinanti e in un certo senso spaventose, che ci confondono e ci incoraggiano a provare tutte le direzioni possibili pur di avere quella conoscenza insondabile.
Ciò che è certo è che proviamo tutti la stessa cosa: un forte desiderio di avvicinarci a quell’incognita segreta e di afferrarla.
La tradizione cabalistica chiama questo stato Chafitzah חפיצה, parola traducibile imprecisamente come desiderio intuitivo, spiegabile come il profondo sentimento dell’anima che vuole avvicinarsi alla Luce, quella parte antica di noi assopita per la quale proviamo nostalgia e a cui aspiriamo a ritornare.

חפיצה

…letteralmente significa “disporsi”.
Nella pratica di Kabbalah pratica si produce come una sensazione corporea
di forte desiderio del divino per chi aspira ad un piano spirituale più elevato.
Con un valore numerico di 193, Chafitzah rivela il segreto di Ad delo yada עד דלא ידע (lett. a tal punto da non conoscere), misterioso precetto praticato fin dai tempi antichi nella festività di Purim in cui gli uomini bevono fino a non poter più capire. Questo c’insegna che bisogna a volte varcare quella soglia oltre la comprensione per rompere gli schemi mentali che c’incatenano ad una realtà rigida e statistica per liberarci e inseguire il nostro sentire che è attratto dalla Luce.
193 è anche il valore numerico di Yodea nagen יודע נגן (lett. Conosce la melodia), uno dei modi di descrivere re David, con il senso nascosto, spiega il Talmud, di “saper porre una domanda”. Saper porre una domanda è l’essenza di Chafitzah, poiché la domanda è l’inizio della ricerca.
Per questo Chafitzah è quindi il primo gradino della Kelot ha Nefesh, la “scala” che ci conduce al nostro Io divino: per Chafitzah compiamo il primo passo lungo l’Albero della vita e sempre per esso decidiamo come direzionare l’energia di ogni nostra azione.
D.N.

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