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Etz Chaijm – Albero della Vita

עץ החיים (Etz Chajim) L’Albero della Vita

Le parole spese per l’Albero della Vita sono tante quante gli alberi della terra

Nella tradizione della Kabbalah l’albero della vita continua a conservare il segreto della sapienza primordiale. E’ una realtà antica che possiamo intuire solo attraverso il sentire dei nostri cuori, dove un disegno arcano, fatto di dimensioni sottili, energie, sentieri invisibili, tracciano i segni di una via, una via che riconosciamo in modo “intuitivo”: la via della luce.
Una via dove la luce non va intesa tanto in senso mistico, quanto semmai soprattutto in modo concreto, reale. La luce che consente la vita, la natura rigogliosa, il pulsare reale e vitale di ogni essere vivente, che sta oltre il velo del pensiero…oltre l’emotività passionale e oltre gli impulsi animali.

Etz Chaijm – Albero della Vita

Di certo i racconti sulla creazione o l’ordine evolutivo di tutto ciò che è creato e che avverrà, sposano facilmente l’interesse dello spirito umano: sia che questo parteggi per una visione più mistica della vita, sia che opti per una visione più scientifica.

Quanto più affiniamo il tema dell’albero, tanto più l’intelletto umano è costretto a confrontarsi in un percorso di “ritorno alle origini”, aprendosi a nuovi modi di osservare la realtà della vita… imparando a correggersi dagli schemi rigidi, disegnati dal tempo e dalle abitudini quotidiane.

albero secolare

Nella tradizione kabbalistica questa “apertura” si compie attraverso pratiche. Pratiche tramandate oralmente, che mettono in moto la linfa che alimenta l’Albero della Vita, sul piano fisico, psichico, mentale e spirituale. E’ quello che la tradizione chiama Ruah Ha Kodesh (il respiro della purezza), una sorta di “luce” accomunante gli esseri viventi che consente di liberarsi progressivamente da vincoli, concezioni arbitrarie, paura, pregiudizio e inclinazioni poco felici.

L’Albero della Vita diventa quindi il simbolo “sacro” per eccellenza: l’asse del mondo, l’albero cosmico, il frassino Yggdrasil scandinavo, l’Ashvattha indiano che genera tutto ciò che è sacro, l’albero-loto del Corano, l’albero mazdaico e l’albero rovesciato che trova le medesime corrispondenze di “pianta rovesciata che rappresenta l’uomo”, la medesima che accomuna i concetti di “albero” trasmessi dalla Bhagavad Gita, dallo Zohar e anche da Platone.

Etz Chaijm – Albero della Vita

È il centro del paradiso terrestre, il pardes situato nella mitica età dell’oro, che protegge la fonte della giovinezza, riferimento simbolico e fondamenta della scienza, della forza, della vita. Al suo nome, una trama sottile, densa di mistero e sapienza arcana avvolge il sentire umano. Forse è per questo motivo che questo “l’Albero” rappresenta l’archetipo originale, quello nel quale ogni uomo rispecchia la sua essenza e il mistero della sua stessa esistenza.

Nella Kabbalah tuttavia L’Albero della Vita va oltre il puro significato simbolico ed esoterico. Diventa lo strumento pratico di “accesso” al santuario dell’esistenza. Una tradizione antica che si rivela solo attraverso un insegnamento orale, fatto di pratiche, di studio e di quell’attitudine originale innata che ci apre alla capacità di trasformare la vita.

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L’Albero della Vita è l’inizio di un nuovo cambiamento

La Kabbalah non è setta, non è una religione, non è misticismo, non è fanatismo, non è … tutto quello che possiamo pensare dentro uno schema di un pensiero. Kabbalah significa semplicemente “ricevere”. E’ per questo motivo che la sua tradizione è principalmente orale – forse l’unico modo che consente di cogliere e gustare il frutto più bello dell’Albero della Vita: il “sentire” e vivere a pieno la vita.
 
Le Sephirot nella traccia dell'Albero della Vita

Le Sephirot nell’Albero della Vita      Seminario

 

 

 

 

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