Il Libro della Vita

Cosa è scritto nel Libro della tua Vita?

E’ una riflessione naturale che, prima o poi, ci poniamo. E’ quello il giorno in cui comprendiamo i primi tratti del disegno della nostra vita, della nostra storia, quella che abbiamo scritto attraverso le azioni…Così, nello stesso modo, un giorno, una volta all’anno, a Rosh Ha Shana’  (ראש השנה) – letteralemente “il capo dell’anno – tiriamo le somme della nostra vita per celebrare l’avvento di un anno migliore.

Se osservassimo la vita come un rotolo in cui si avvolgono tutte le parole che produciamo con la bocca, alla fine dell’anno quel “rotolo” raccoglierà tutta la realtà di quello che siamo rispetto alle azioni che abbiamo compiuto. Ora questo è solo un “capitolo” del nostro libro della vita: alcune persone hanno provato a scriverlo, ma i più preferiscono viverlo, lasciando che le memorie rimangano impresse non sulla carta, bensì nelle pieghe più sottili dello spazio-tempo.

E’ una dimensione che non vediamo, ma in un certo senso sappiamo tutti che esiste: è la realtà che ci contraddistingue. Nessuno lo può leggere, ma ciascuno di noi può “rileggerlo” dentro sè. Perchè lo vive.

Sepher HaChaym – Il Libro della Vita
Un nome affascinante e di effetto.

Nella tradizione ebraica questo libro esiste realmente: un libro il cui senso di sacralità si basa sul più profondo significato del senso della vita. E questo libro diviene scopo sottile della celebrazione del nuovo inizio dell’anno, nella celebrazione di Rosh Hà Shanà.  Rosh Ha Shanà è il momento in cui ogni essere umano si pone al cospetto del divino per prendere coscienza delle sue azioni compiute. E’ il momento in cui sappiamo che il nome sarà scritto in uno dei tre libri: Il libro dei giusti (Tzaddikim), il libro dei malvagi (Reshaim) e il libro di chi non è nè giusto nè malvagio (Benonim). A Yom Kippur avverrà il giudizio e se ciascuno avrà compiuto Teshuvàh nei dieci giorni che separano le due feste, allora il nome potrà esser scritto nel Libro della Vita.

E’ una celebrazione che da il via nella Kabbalah pratica ad una serie di meditazioni dal profondo valore esoterico. Rosh Ha Shanà, momento di gioia e di riflessione, mette in movimento il ciclo della vita, con il suono dello Shofar, dando inizio alla Teshuvah, la via del ritorno, per cominciare a  cogliere quelle scintille di luce che attraverso la meditazione pratica ci consentono di percorrere la via della luce. Una via strutturata che dona quello slancio interiore per “vivere” un nuovo respiro, un nuovo ciclo della vita.

Forse è per questo che Rosh Ha Shanà da quell’eccitante sensazione di timore reverenziale verso il ciclo di tutte le cose che hanno inizio e fine: da un lato ci annuncia il giorno del giudizio e dall’altro è il momento di celebrazione verso quel disegno sottile della vita, che nessun essere umano può predire.  Un momento dell’anno in cui la sapienza del Sepher Ha Chaym si fa ancor più forte e significativa.

Fra pochi giorni sarà nuovamente Rosh Ha Shanà e sabato sarà Shabbat Teshuvuà e dopo sette giorni sarà Yom Kippur…

cosa è scritto dunque nel Libro della tua vita?

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Postilla

Il libro, spesso un rotolo di pergamena, assume per la tradizione ebraica
un valore di sacralità e di conservazione della conoscenza.
E’ l’insegnamento più prezioso che la civiltà occidentale abbia saputo far suo.
Il libro riassume il valore di strumento “magico” e la sua conservazione e trasmissione
diviene la leva capace di cambiare il mondo, perchè il contenuto cambia
il pensiero dell’uomo e, attraverso questo, la realtà che conosciamo.

A Rosh Ha Shana’ si celebrare la vita dei giusti, affinchè la loro memoria sopravviva alla morte.
Si ricordano quelli trapassati, affinché l’esempio del giusto possa continuare a vivere e germinare nuove azioni giuste in coloro che sono vivi. Al termine e all’inizio del nuovo anno il Sepher Ha Chaym questa tradizione da valore il senso della vita.

Indica la fine e l’inizio, la morte e la rinascita.

Un nuovo Gilgul ha inizio.

 

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  2 comments

  1. Chiara   •  

    Grazie Marco per queste indimenticabili esperienze che ci offri.
    Per il “sentire” che sperimentiamo in queste pratiche che ci nutrono e
    ci avvicinano alla nostra anima.
    Lettere e suoni mossi dal vento sprofondano nell’infinito in grandi
    voragini circolari …..
    movimento e quiete dentro e fuori di noi.
    sensazione di immensità.
    Chiara M.

  2. Michela Borin   •  

    Il lavoro di Rosh Hashanà del 23 settembre mi ha dato un grande senso di libertà, di poter essere e fare tutto quello che desidero veramente. La mia richiesta è: essere me stessa e liberarmi delle influenze altrui. La sera stessa a casa ho visto in astrale due amici, che hanno lasciato il corpo da tempo, che mi hanno salutato e sorriso. Un lampo e sono andati via. Forse mi erano rimasti attaccati. Continuano a esserci piccoli lampi di luce su me stessa, su chi sono e su come impostare o reimpostare la mia vita. Ritorno indietro a prendere le parti di me che ho per così dire dimenticato o lasciato in disparte, ma che mi appartengono, per ritrovarmi a essere tutto quello che sono.

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