Ishtar luce risplendente

Esiste una documentazione assai importante riferita alla descrizione della costellazione della Vergine che ha origine nell’antico mondo assiro-babilonese. Questa costellazione era particolarmente associata alla fertilità e alla purezza. I babilonesi la associavano alla dea Ishtar, spesso coincidente al nome Astarte, e la riconoscevano nell’astro più splendente del cielo, che apre e chiude puntualmente il ciclo della notte: Venere.

Venere

Venere risveglia la memoria in ogni essere umano con tantissimi miti. Al di là però delle tante interpretazioni, l’astro porta in sè un profondo significato. Anche se rappresentata come una stella, Venere è un pianeta: emana quindi luce riflessa. Rispetto a qualunque stella fissa (pianeta), Venere risplende, al tramonto e all’alba, in modo dominante nel cielo. Gli antichi popoli della Mesopotamia, attenti conoscitori della volta celeste, le diedero quindi il nome Ishtar. Un nome dal significato non casuale, perchè riconoscevano nel pianeta una precisa funzione: quella di far “risplendere la luce“.

simbolo di Ishtar

simbolo di Ishtar

Il pianeta Venere, la stella del mattino che annuncia la luce del giorno. Il suo simbolo – una stella con otto raggi – è spesso associato a quello del leone.

Il leone e Ishtar

Ishtar luce risplendente

Prima di Ishtar gli antichi sumeri veneravano Inanna. Inanna era una dea che aveva una duplice funzione: deteneva il grande potere del giudizio e quello di decidere e controllare la legge del cielo e della terra. Per questo veniva simboleggiata come una leonessa in battaglia. Lungo il Tigri e l’Eufrate ci furono molti templi a lei dedicati, ma è a Babilonia che trasmette il suo “picco” artistico, in quel luogo delle mura che è la “porta di Ishtar“, rinvenuta sul lato nord dell’antica città.

particolare della Porta di Ishtar - Museo di Berlino

Particolare della Porta di Ishtar – Museo di Berlino

Verso la fine del II° millennio prima della nostra era, con l’avvento della civiltà accadica, avviene tuttavia qualcosa. Inanna comincia ad assumere una connotazione diversa e i Sumeri la iniziano a chiamare Esh-dar e Gesh-dar (nome di origine indoeuropea). E’ un’influenza culturale che irrompe in Mesopotamia da occidente che introduce Ishtar (nome di origine semita), diventando così la divinità femminile più importante del pantheon babilonese. Il carattere delle due dee è molto affine, ma Ishtar diventa quella predominante.

Ishtar luce risplendente

Ishtar di fatto non è solo un nome, bensi un archetipo psicologico della dinamica femminile, che si contrappone alla sorella Ereškigal o a Ki, la dea della terra. Pertanto Išhtar non si può solo considerare dentro il gruppo delle dee madri, in quanto la sua relazione con gli umani vale molto di più come modello di ispirazione all’azione vitale, anzichè di “rifugio“.

In sintesi Ishtar rappresenta un valore diverso rispetto a Inanna. Inanna era infatti la guardiana delle prostitute sacre, e aveva al suo servizio oltre che sacerdotesse anche sacerdoti, i cui capi coprivano spesso la funzione di re e regine nella città. Per Ishtar invece, potevano prendere i voti solo donne vergini e a queste, per il periodo in cui rimanevano al suo servizio, non era permesso di sposarsi.

E’ probabile che questa differenza abbia determinato di fatto un cambiamento culturale, in quanto il concetto di “luce risplendente” della dea Ishtar non poteva nascere dal valore “riflesso” dato da uno status privilegiato da una funzione fisiologica, di ruolo sociale o addirittura da uno dinastico. Era qualcosa che andava oltre.

Ishtar luce risplendente
Il Tempio a Ishtar (X sec. a. C.) a Ain Dara, come è oggi in Siria

Tempio a Ishtar (X sec. a. C.) a Ain Dara, in Siria

Con Inanna tutto ruotava intorno al re, tutt’al più alla sacerdotessa di riferimento. Con l’avvento del culto di Ishtar, la donna assume però un valore indipendente dall’uomo, che le consente il riconoscimento di una funzione-coscienza vitale “attiva” – risplendentenella dinamica della vita (quindi, non solo funzionale alla procreatrice).

Alla base esisteva una visione della vita nella quale il concetto di verginità non era legata tanto al corpo, quanto a una dimensione di coscienza che sa vivere e conservare il senso della purezza nell’azione. Purezza non nel senso di illibatezza, ma di azione. Qualunque azione.

Tramandata ancora oggi nella Kabbalah, questa coscienza si ritrova nell’insegnamento del concetto di Luce Risplendente che domina la sfera di Malkuth,  definita appunto Intelligenza Risplendente, perché si eleva e siede sul trono di Binah (l’intelligenza da cui emanano la fede e le virtù).

Un insegnamento spiritualmente elevato e nel quale si identifica il mito della bellezza di Venere, e come insegnano le arti solo attraverso le cose terrene può risplendere. Poichè attraverso Malkuth che risplende, il regno della terra dona luce e splendore ad ogni cosa.

La nascita di Venere - Botticelli

La nascita di Venere – Botticelli

Il grande potere di Inanna, quello del giudizio e di decidere la legge del cielo e della terra, vive in Ishtar.

 

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  2 comments

  1. Franco Eccel   •  

    Grazie Marco, come al solito un lavoro davvero interessante e che stimola molte riflessioni.

    • Kabbalah Pratica Marco Cestari   •     Author

      visto che si entra nel segno zodiacale….

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