L'Arca

L’Arca

Ipotizziamo un cambiamento epocale, cosa vorremmo portare con noi su una probabile arca? Cosa desideriamo salvare di questo mondo? Quali sono le scelte prioritarie che faremmo?

Stiamo vivendo un momento di cambiamento e di riassestamento dei valori, e la transizione in questi momenti ci unisce tutti. All’aeroporto di Fiumicino il 14 maggio 2013 c’è un black out su tutti i terminali, le luci, i telefoni e gli autoparlanti: i passeggeri sollevano la testa e sorridono mentre lo staff va in panico perché non può neppure comunicare con i superiori. Come gestire le procedure d’imbarco, come informare i passeggeri, nessuno si scompone, anzi, sembra che siano tutti più tranquilli e sereni: il grande controllo tecnologico non c’è più. Vengono avviate le vecchie procedure e nonostante il black out, e lo staff è  meravigliato che tutto funzioni senza l’aiuto delle tecnologie… Quando passo davanti al gate per l’imbarco, sorridono tutti e non posso fare a meno di dire: “ma non si lavora meglio quando ci sono meno informazioni sulla sicurezza?” i passeggeri passano il gate semplicemente perché capiscono che è il momento. Questo è il punto: superata la fase di “non accettazione”, diventiamo tutti più malneabili e flessibili, diventiamo più costruttivi, più collaborativi e soprattutto ritorniamo ad essere più creativi.
Dovremmo essere quindi felici se la crisi – la cui parola in antico greco significa “scelta” – ci offre questa occasione.
Quindi, torniamo all’arca: cosa portiamo con noi?
Vogliamo veramente portare lo spirito del tempo?
Vogliamo insistere a portarci l’I-Phone?

Le capsule del tempo che ci stiamo divertendo a seppellire contengono prodotti della creatività umana: immagini, cd musicali, esempi di opere artistiche, testi e messaggi di grandi pensatori.
Cosa portiamo con noi nella nostra arca?
Cosa immaginiamo di consegnare ai futuri abitanti di questo pianeta?

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