Quando il suono si rivela

HaVaYaH è uno dei 10 Nomi con cui si manifesta il senso del “Nome” nella Kabbalah.

Esistono pratiche molto antiche in merito alla meditazione sul Nome HaVaYaH: dallo Tzerùf alle danze estatiche tipiche del Chassidismo, dalle meditazioni in movimento a quelle sulle lettere. La ragione è data dal fatto che questo suono viene recepito in profondità nel corpo. Per questo motivo le sue applicazioni –  a seconda di quello che è il fine della pratica, si sono sviluppate in modo distinto, assumendo valenze diverse nel ritmo, nell’intonazione, nella cadenza….

Nelle meditazioni di Kabbalah pratica HaVaYaH e il suo suono rappresenta di fatto le fasi di sviluppo del desiderio. E “nel desiderio” si manifesta la vita. Per questo motivo HaVaYaH (הויה)  in ebraico significa “essere”.

Dietro il significato del nome HaVaYaH ci sono più livelli di comprensione, uno più profondo dell’altro. E’ il principio, la fonte del desiderio che nasce da un desiderio più profondo.

Tutto ciò accade quando scopriamo che non c’è nulla tra il desiderio e la Luce che lo crea e lo penetra. Tutto il resto è solo un effetto dello stato esperienziale. Dopo aver preso coscienza di questo primo livello, ce ne sono altri oltre i quali si giunge al desiderio finale.

Tutto questo accade dentro di noi: il desiderio si forma dentro di noi, quando cominciamo a percepirlo. E quando il desiderio si sta formando, per compiersi deve passare attraverso quattro fasi di sviluppo, a cominciare da YOD, la lettera, che da’ inizio al nome innominabile. Queste quattro fasi ci conducono allo sviluppo di Ha-Va-YaH.

YUD: forza capace di spostare il perno del siscernimento dal piano delle tenebre a quello della luce

YUD: forza capace di spostare il perno del siscernimento dal piano delle tenebre a quello della luce

Una volta che il desiderio prende forma, esso comincia a reagire concretamente nella nostra vita e questo è esattamente l’opposto di Ha-Va-YaH. Poichè è un atto creativo che riceviamo, non che produciamo.

Quando il suono si rivela

E’ un passaggio che si rifà ad una spiegazione tratta dallo Zohar sul racconto del PaRDeS (פרדס): “una volta che comprende i principi della sua intera estensione, tutto diventa simultaneamente chiaro” – proprio come l’estensione delle quattro lettere Pshat (פ), Remez (ר), Drush (ד), Sod (ס) rivela la visione delle cose.

Così, nello stesso modo, quando riusciamo a far nostro il primo HaVaYaH, percepiamo la rivelazione del nostro desiderio: iniziamo a sentire l’universo intero dentro di noi e comprendere l’origine e la connessione tra le quattro forme di rivelazione della realtà. Per questo HaVaYaH è il primo dei 10 Nomi associati alla Sephiroth e il principio stesso della via dei Nomi.

HaVaYaH

Suono di manifestazione, della luce.

 

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