Una Storia Diversa

Quando si parla di Kabbalah, si pensa a tutto tranne al senso originario della parola, che vuol dire solamente “ricevere”.

Ricevere cosa?

La risposta di un saggio rimane sempre la stessa: la vita. La vita che vuoi. Quella vita che desideri.

La pratica ha inizio dal momento in cui l’essere umano vive l’esperienza illuminante che sta vivendo la vita. E’ il momento in cui s’inizia a guardare alla dimensione della vita in modo più profondo e consapevole. E’ l’attimo in cui la coscienza, o meglio una delle coscienze che caratterizza il nostro vivere-pensare-sentire, prende il sopravvento sulle cose ordinarie della vita quotidiana, per cominciare a chiedersi il senso di questa esistenza.

Chi fu il primo essere umano a cogliere questo stato di coscienza?

Adam, probabilmente.

Quindi la Kabbalah esiste da quel momento.

Ma come è possibile che Adam, e la stirpe dei primi uomini “illuminati” vivessero la parola “kabbalah” quando il termine inizia a comparire solo intorno all’anno 1000 della nostra era?

Il labirinto della conoscenza è aperto a tutti: chi desidera infilarsi tuttavia, se intende accedervi per uscire dagli schemi che imprigionano la sua vita, sarebbe meglio che provasse ad osservarli dall’esterno. Ecco quindi l’occasione di ricongiungerci agli umani della “prima ora”, quei primordiali che non conoscevano tutto quella cultura e quei principi che la storia ha prodotto in seguito.

Proviamo ad avvicinarci ad essi.
Proviamo a cogliere il sentire di chi ancora sta pronunciando i primi suoni consonantici dalla sua bocca. Proviamo a coglierne gli effetti di stupore verso la vita intensamente primordiale che li circondava. Proviamo a vivere, per un istante solamente, l’idea che quegli antichi uomini stavano per  sperimentare per la prima volta l’apertura dei loro centri di consapevolezza, la capacità di vivere emozioni, sentimenti, suoni, pensieri, visioniesperienze completamente nuove, totalmente chiarissime nella loro purezza espressiva, perchè completamente scevre di conoscenze empiriche.

Ecce homo.

Ebbene, l’evoluzione umana è l’allontanamento da quell’invidiabile stato di coscienza primordiale, illuminato e vivo. Qualcosa che dovrebbe farci riflettere attentamente sul significato di Teshuvuah.

Ecco quindi come apprendiamo la Kabbalah, la via del ritorno, la ricerca dell’essenza e della dimensione più pura, bella e tremenda, …

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