Coronavirus, Corona, Kether. Una lettura in chiave Kabbalistica

by Kabbalah Pratica
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Kether e i Mondi separati

Covid-19 porta l’appellativo “Corona“. Si tratta di termine che ci da’ lo spunto per riflettere sul significato intrinseco di questo nome.

Perchè “corona” per questa particolare categoria di virus?

Il nome “coronavirus” (dal latino “corona”, e dal greco κορώνη korṓnē, ovvero “ghirlanda”) significa virus “corona” o “aureola” per l’aspetto che i virioni (la forma infettiva del virus) appaiono al microscopio elettronico. Essi danno un’immagine che ricorda una corona reale o una corona solare.

Nell’universo fisico ogni forma riceve un nome, scelto mai a caso, bensì per corrispondenze che nella vita tendiamo a ritenere ovvie. Tuttavia comprendere più a fondo il significato originario di ogni nome ci aiuta a cogliere determinati aspetti interessanti e significativi della realtà.

Nella Kabbalah da sempre si studiano le corrispondenze: vediamo insieme dunque cosa rappresenta la “corona” dal punto di vista Kabbalistico.

La “Corona” . Kether כתר

“Corona”, in ebraico “Kether”  כתר,  ha nella Kabbalah il valore numerico 620 ed è una Sephirot.

Come ogni Sephirot è un’emanazione sottile dell’invisibile, ovvero un “recipiente” da cui si riversa quella luce che assume infinite sfaccettature nel mondo visibile. Ogni cosa è infatti luce: dalle onde gravitazionali alle particelle dei fotoni, alle infinite forme di aggregazioni atomiche che ogni elemento fisico può avere.

Il mondo di Kether (Corona) si pone tra le 10 Sephirot sul piano più elevato. E’ la volontà prima, in cui il primato spirituale-ineffabile (o divino se preferiamo) si riconosce sulla vita, in tutte le sue forme e manifestazioni.

 

                     Immagine di Kether – MC2020

 

Kether potrebbe essere intuito come quello stato esperienziale supremo di “sintesi della vita”: è la dimensione apicale che ci “contiene” ancora nella vita, oltre la quale c’è l’esperienza del distacco.

Comprendiamo meglio.
Oltre il mondo di Kether non ci sono più dimensioni di spazio-tempo, ovvero delle “contrazioni” dettate dallo Tzimtzum (Contrazione; צמצום). Da quel punto (Kether), si sviluppano tre piani progressivi: 1) Ohr Ein Sof (Luce Infinita; אור אין סוף), 2) Ein Sof (Illimitatezza; אין סוף), 3) Ayin (Nulla; אין).

Il “distacco” in tempo di Covid-19

Cosa significa distacco? Il termine non vuole impressionare. Distacco significa separazione da una realtà di vita, non dalla vita :).  In questo momento storico in cui l’umanità è profondamente scossa dall’emergenza straordinaria Covid-19, si avverte una vera e propria sensazione di “distacco” dalla vita precedente.  Viviamo forzatamente una dimensione raccolta, intima, ristretta, rivolta principalmente dentro di noi.

Nella dimensione quotidiana in casa, quale quella che stiamo vivendo, percepiamo quanto tutto sia compresso: energie, emozioni, desideri, pensieri.
Siamo avvolti dalla forza di Beth (casa), che ci separa dal mondo, seppure in una dimensione di connessione (Ghimel) attraverso le tecnologie che disponiamo.  Una “forzatura straordinaria“, un momento unico.  L’opportunità di entrare più rapidamente in connessione con la dimensione di Kether.

La funzione completante di Kether

Dentro i nostri spazi impariamo a riconoscere quanto Kether metta alla prova il nostro “distacco” da Malchut.  Paura del futuro incerto, instabilità, sicurezze, etc.

E’ certamente una prova, ma anche un’insegnamento splendido.
Lo “scontro” tra Malchut e Kether genera una sensazione netta quasi di “distacco fisico”.   Quale insegnamento si cela? E’ l’occasione di connetterci alla Corona, ovvero a quella funzione “completante” che consente la comprensione dei “limiti” umani rispetto alla vita.

Giochiamo con le lettere.  Prendiamo כתר (Kether) e modifichiamo l’ordine: diventa כרת (ovvero “separare“). Interessante, vero?

In sintesi: riconoscere la presenza di Kether ci consente di non venir “separati” da ciò che ci “completa”.

MALCHUT, la realtà che viviamo, il “regno” fisico.

                    Albero della Vita (MC2020)

Il momento storico del covid-19 è di chiusura.

In qualche modo il nostro Albero della Vita ampio ed esteso che eravamo abituati a vivere nella sua interezza, si è condensato nelle mura di casa.

Le Sephirot, con la loro infinita forza emanatrice di luce espressa in campo energetico ampio e libero ora dirottano la propria forza all’interno della casa, ovvero nella nostra dimensione più intima.

E’ qui che veniamo chiamati a ricercare una via di liberazione.

 

 

Quale occasione ci è data dunque?

Un’occasione straordinaria. Quella di utilizzare la forza delle Sephiroth a favore dell’essenza della Vita, “gettare il proprio cuore oltre la siepe, oltre l’abisso“. Abbandonare paure, pensieri, incertezze. Rimanere centrati. Guardare oltre per compiere un salto su un altro piano, verso Keter.

E qui il “dono”.

La Sephirot “apicale” dell’Albero della Vita, Kether regge i “620 pilastri di luce”, che sono il supporto della Creazione. Sono ciò che sostiene בראשית (Bereshit), la “creazione”.

Così nasce il nuovo giorno.
Oltre Shaar Nun, la 50° Porta.

Presto di più su Shaar Nun, la 50° Porta.

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Alessandro 8 Aprile 2020 - 13:18

Molto interessante e forse bisognerebbe ampliare gli orizzonti.
Kether corona Ok – ma ci sono ancora due elementi Virus, 19 e 2020.

Virus che proviene dal latino “virus” (veleno) per cui il “Re dei Veleni”, il veleno come medicina omeopatica per l’umanita`
19 (1+9) che fa 10, per cui Yod prima lettera di YHVH – 10 le die Sepirot.
Inoltre il numero 19 contiene in se il significato di origine ma anche Eva e Giobbe in Ebraico.
2020 un numero simmetrico per cui “divino”, essendo la simmetria attribuibile solo a D_o.
Tutto questo fa si che questo periodo anno sia veramente un anno di cambiamento benedetto. Cerchiamo di utilizzarlo al meglio.

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