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Etz Chaijm – Albero della Vita

עץ החיים (Etz Chajim) L’Albero della Vita

Le parole “spese” per ricordare il simbolo dell’Albero della Vita sono tante quante gli alberi della terra.

Nella Kabbalah l’albero della vita continua a conservare la tradizione del segreto (סוד) . Questa tradizione tramanda un cammino misterioso e affascinante capace di condurre la coscienza dell’uomo giusto fino a quella sapienza (חוכמה) che risale ai primordi della vita, all’alba della coscienza umana, all’Adam.

E’ una dimensione di memorie antiche, sepolte dentro ogni essere umano, che possiamo cominciare a risvegliare per procedere lunco un cammino misterioso e affascinate. Lungo questo percorso, intriso di simbolimessaggi, e percezioni sottili iniziamo ad affidarci a quell’innata capacità intuitiva di  “riconnetterci” ad una reltà che era rimasta separata.

E’ un ritrovare nuove strade nella vita, più vicine al sentire del nostro cuore. E’ un ricomporre quel disegno arcano, fatto di dimensioni vibratorie in cui percepiamo energie sottili, sentieri invisibili, e tracce concrete di segni che indicano il senso del nostro cammino, quella via che possiamo intuire solo noi, dentro di noi, e che nel suo insieme riconosciamo come la via della luce.

Luce. Luce che non va intesa tanto in senso mistico, quanto semmai in senso reale, fisico…luce che consente la vita, la natura rigogliosa, il pulsare reale e vitale di ogni essere vivente, che sta oltre il velo del pensiero…, oltre l’emotività passionale e oltre gli impulsi animali.

Etz Chaijm – Albero della Vita

I racconti su creazione e ordine evolutivo di tutto ciò che è e che verrà, sposano facilmente l’interesse dello spirito umano. Possiamo scegliere di parteggiare per una visione più mistica oppure per una visione più scientifica della vita. Poco importa.

Quanto più affrontiamo il tema dell’albero, tanto più l’intelletto umano è costretto a confrontarsi in un percorso di “ritorno alle origini”, in cui serve aprirsi a nuovi modi di osservare la realtà … in cui iniziamo a correggere gli schemi rigidi, disegnati dal tempo e dalle abitudini quotidiane.

albero secolareNella tradizione kabbalistica questa “apertura” si compie attraverso delle pratiche. Pratiche che vengono tramandate oralmente, che mettono in moto la linfa che alimenta l’Albero della Vita, sul piano fisico, psichico, mentale e spirituale. E’ quello che la tradizione chiama Ruach Ha Kodesh (רוח קדושה), il “vento divino”. Si tratta di un qualcosa che potremmo definire un “soffio-respiro di purezza che anima lo spirito”, una sorta di “luce accomunante gli esseri viventi”, che riconosciamo perchè consente di liberarsi progressivamente da vincoli, concezioni arbitrarie, paure, pregiudizi e inclinazioni poco felici.

Tutto questo avviene attraverso un simbolo “sacro” per eccellenza: L’Albero della Vita, l’Etz Chajm. Lo si è chiamato in molti nomi: l’asse del mondo, l’albero cosmico, il frassino Yggdrasil della tradizione nordica, l’Ashvattha indiano che genera tutto ciò che è sacro, l’albero-loto del Corano, l’albero mazdaico e l’albero rovesciato che trova le medesime corrispondenze di “pianta rovesciata che rappresenta l’uomo”, la medesima che accomuna i concetti di “albero” trasmessi dalla Bhagavad Gita, dallo Zohar e anche da Platone.

Etz Chaijm – Albero della Vita

entityL’Albero della Vita è il centro del paradiso terrestre, il pardes situato nella mitica età dell’oro, che protegge la fonte della giovinezza, riferimento simbolico e fondamenta della scienza, della forza, della vita.

Al suo nome, una trama sottile, densa di mistero e sapienza arcana avvolge il sentire umano.

Forse è per questo motivo che questo “l’Albero” rappresenta l’archetipo originale, quello nel quale ogni uomo rispecchia la sua essenza e il mistero della sua stessa esistenza.

Nella Kabbalah la “struttura” dell’Albero della Vita

Ciò che la tradizione della Kabbalah tramanda in più sull’Albero della Vita tuttavia, è una sapienza che va oltre il puro significato esoterico e simbolico  Attraverso la Kabbalah – diventa lo strumento “stutturato” di un percorso pratico e di un “accesso” progressivo al santuario dell’esistenza.

Le Sephirot nella traccia dell'Albero della Vita

Le Sephirot nell’Albero della Vita      Seminario

Si tratta di una tradizione antica, risalente ad un epoca primordiale, trasmessa e nascosta all’interno di Genesi (בראשית) e che si trasmette attraverso un insegnamento orale, fatto di pratiche, di studio e di quell’innata “scintilla” divina nascosta in ogni essere umano, che apre alla capacità di trasformare la vita.

 

 

L’Albero della Vita: un nuovo cambiamento

La Kabbalah non è setta, non è una religione, non è misticismo, non è fanatismo, non è … tutto quello che possiamo pensare dentro uno schema di un pensiero. Kabbalah significa semplicemente “ricevere”. Pertanto la sua tradizione è necessariamente orale. Forse l’unico modo che consente di cogliere e gustare il frutto più bello dell’Albero della Vita: il “sentire” e vivere a pieno la vita.
 

 

 

 

 

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