Le intenzioni determinano i fatti.
Potremmo dire “facciamo del bene”, ma quando l’intenzione è trarre un ritorno o un profitto, quel “bene” non sarà mai vero.
Quante volte, osservando la nostra vita, ci accorgiamo che non sono tanto le azioni a definire ciò che siamo, quanto lo spazio interiore da cui esse nascono?
Nella tradizione cabalista questo aspetto è conosciuto da millenni e si fonda su un principio molto chiaro chiamato Hakarat HaTov (in ebraico הַכָּרַת הַטּוֹב). Significa letteralmente “riconoscere il bene” o “riconoscere il buono” . Si tratta di un aspetto fondamentale da vivere nella Kabbalah, che si apprende soprattutto osservando sé stessi e quindi il proprio modo di fare Kabbalah.
Le fondamenta di questo principio sono date dal nutrire il proprio sentimento di gratitudine, ma soprattutto da una disciplina costantemente attiva nel cogliere e privilegiare gli aspetti positivi relativi alle esperienze che viviamo nella vita.
È in Hakarat HaTov che si distingue chi compie un cammino cabalistico: imparare a concentrarsi su tutto ciò che vive come una “benedizione”, comprese le prove e le sfide che la vita ci pone davanti.
Perché non sempre ciò che ci trasforma arriva nella forma che avremmo desiderato.
Aspetti chiave di Hakarat HaTov
Il primo aspetto è quello di attivare la propria coscienza a notare il bene negli altri, come nelle esperienze quotidiane: attivarla senza consentire al nostro pensiero di dubitare e lasciarci contagiare dal pregiudizio su quello che riceviamo, vuoi che sia un sorriso, una persona, un cibo, un animale o qualunque altra cosa che incontriamo.
È un allenamento silenzioso dello sguardo.
Il secondo aspetto è che Hakarat HaTov non è un modo di agire saltuario, bensì un mindset costante, un’abitudine che nella tradizione si insegna attraverso la preghiera mattutina di Modeh Ani, primo gesto di consapevolezza al risveglio.
Non un rito formale, ma un orientamento dell’anima.
Il terzo è integrare nel mindset la gratitudine: si coltiva, l’ascolto, l’umiltà e l’empatia in modo costante, soprattutto di fronte a situazioni difficili. E’ proprio in queste situazioni che Hakarat HaTov diventa pratica reale.
Benefici di Hakarat HaTov nella Kabbalah Pratica
Nella Kabbalah Pratica si insegna che, attraverso Hakarat HaTov, si nutrono la salute mentale e fisica e si sviluppa una resilienza profonda, capace di trasformare la realtà e generare felicità. E’ Hakarat HaTov che ci connette alla nostra natura più profonda, ed è Hakarat HaTov che ci collega alla capacità di trasformare la realtà.
Non perché la realtà cambi improvvisamente, ma perché cambia lo sguardo con cui la incontriamo.
La Kabbalah è fortemente incentrata su Hakarat HaTov, ma sta a ogni praticante vigilare su sé stesso per nutrire — anziché delusioni, pregiudizi e paure — con gratitudine tutte quelle esperienze che vive nella vita.
Questo è il principio della Kabbalah Pratica.
Una domanda da portare con te
Oggi, nelle esperienze che stai vivendo, cosa stai riconoscendo di più: ciò che manca… o il bene che è già presente?
A volte il cammino inizia semplicemente imparando a vedere…. e riconoscere.
Continuare il cammino
Nella Kabbalah Pratica questi principi non rimangono idee, ma si rivelano come esperienze concrete quando trovano spazio in uno studio guidato, fatto di osservazione e pratica condivisa.
Se senti che questo insegnamento risuona con un momento della tua vita, puoi approfondire i percorsi attivi dedicati alla Kabbalah Pratica.
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