Jerusalem, Yerushalayim, Al-Quds

Jerusalem, Yerushalayim, Al-Quds.
E quanti altri nomi per la più antica “città simbolo” nella storia della civiltà occidentale.

Jerusalem, Yerushalayim, Al-Quds è ora anche il titolo di un film appena uscito dove la Kabbalah viene, in modo assai raffinato, messa in gioco attraverso una scena del film in cui appare anche Shazarahel che illustra dei quadri d’ispirazione cabbalista.

Uno strano gioco col tempo che il regista Victor Vegan rimette in moto con sapienza per porre uno squarcio di luce capace di andare oltre le idee che ci hanno formato. Attraverso i molti personaggi di questo film iniziamo un viaggio catartico che ci conduce oltre la stretta dimensione intellettuale del sentire.

Jerusalem, Yerushalayim, Al-Quds

Jerusalem, Yerushalayim, Al-Quds sembra voler raccontare l’essenza  (inafferrabile alle parole) di questa città, qualcosa percui le  interpretazioni spirituali più molitiche della civiltà occidentale continuano a contendersi il primato nel perverso gioco di chi vuole delineare un mondo che in realtà è già cambiato.

Forse è anche per questo che il sottotitolo di questo film è cosi importante: Libertà per credere.

Jerusalem, Yerushalayim, Al-Quds – il film

Jerusalem, Yerushalayim, Al-Quds è un film che apre la mente ad una lettura diversa delle realtà concettuali dentro le quali osserviamo e giudichiamo. Non solo quelle di ieri, ma anche quelle di oggi.

A farlo è un personaggio che emerge dal tempo e che è realmente esistito: Fritjof Schuon, che ci conduce per mano attraverso un percorso nel quale iniziamo a cogliere un approccio di vita sapienziale estremamente necessario da cogliere nell’epoca attuale.

Dietro il disegno onirico della trama, ecco emergere insegnamenti affascinanti. Schuon seppe raccogliere e far vivere nel suo pensiero l’essenza sapienzale di personaggi storici come Platone, Ibn Arabi,  Coomaraswamy, Meister Eckart) e comincia col farci incontrare un gruppo di pellegini persi nelle dimensioni interiori più impensabili che sta affrontando – in un paese che conosciamo e che è cambiato – splendidi mondi e messaggi che ci giungono da altre dimensioni sapienziali: caraiti, samaritani, sufi, ismailiti, aleviti, ed  altre culture ritenute estinte eppure ancora estremamente reali e attuali.
Potremmo definirlo quasi un vero puzzle kabbalista.

 

Attualità di Jerusalem, Yerushalayim, Al-Quds

In un’epoca di cambiamenti globali il film di Victor Vegan non prende posizioni di parte, bensì ci indica una nuova dimensione in cui tutto converge verso una direzione che, attraverso un vero viaggio quantico, conduce verso l’unica verità celata dentro ogni essere umano.

La bellezza di questo film sta nel fatto che sa condurre lo spettatore in un’altra dimensione, nella quale, indipendente da chi la vive, ritrova l’essenza e quel comune senso stesso della vita che nessuna parola sa esprimere.

Jerusalem, Yerushalayim, Al-Quds. Libertà per credere.

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Gli attori del film di Victor Vegan

Franco Barbero, Rossana Bena, Michele Franco, Luciano Romano, Kelum Giordano, Lorenzo Guida, Silvana Piscopello, Manuel Olivares, Shazarahel, Babacar Mbaye, Giuseppe Cicogna, Giuseppe Caruso, Ettore Foadi, Nicolò Maimone, Arlinda Gjonaj, Anxhela.

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