Kabbalah e profezia

by Kabbalah Pratica
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Kabbalah e profezia

Kabbalah e profezia: nella tradizione questo binomio rappresenta l’espressione spirituale più elevata della vita di un essere umano.

Kabbalah e profezia

Una meditazione kabbalistica, condotta con uno scopo spirituale profondo e consapevole, può avvicinare alla dimensione esperienziale completa, fino a giungere ade essere “profetica” – diventando quindi “Kabbalah profetica“.

La parola “profezia” נְבוּאָה scatena una grandissima “energia” nell’immaginario umano.
Forse è per questo motivo che la dimensione profetica è stata spesso fraintesa ed “etichettata” in modo stereotipico.

La pratica “profetica” nella Kabbalah

Nella Kabbalah tuttavia “profezia” non è un fenomeno mistico a sè, bensì un risultato di un processo reale.

La tradizione tramanda tecniche attraverso cui si giunge a stati di coscienza – ed esperienza – che cambiano il nostro modo di vivere e sentire la vita. Alcune  tecniche sono approcci meditativi fondati per esempio sulla visualizzazione dei Salmi di David Ha Melekh (Tikkun Tehllim), altre – come alcuni scritti medioevali di Abraham Abulafia (1250) indicano sequenze di vocalizzazione. Tuttavia si tratta di approcci meditativi parziali, dove prevalgono le istruzioni di carattere ontologico. Raramente si trovano indicazioni che consentono di addentrarci nelle tecniche sinestetiche più affascinanti e misteriose, votate allo sviluppo di fenomeni neurologici capaci di integrare i sensi con i processi cognitivi.

Integrare i sensi nei processi cognitivi

Questa è la Kabbalah: non un lavoro intellettuale, ma un lavoro in cui gli organi sensoriali cooperano con quelli cognitivi anche quando appaiono con scopi diversi.

E’ naturale che i lavori che si celano dietro le tecniche recitative vanno ben oltre il significato ontologico o linguistico di un testo. Per tale motivo si richiede un percorso di preparazione al quale segue un cammino, lungo il quale si “mettono alla prova”  capacità e qualità “interiori” che ci possono avvicinare alle dimensioni della kabbalah profetica.

Il paradosso è l’indizio della pratica profetica

La pratica nella Kabbalah cambia la prospettiva del mondo così come lo conosciamo. Procedendo nel cammino si adottano modalità e tecniche che possono essere estremamente complesse: richiedono esercizi di allineaamento di più capacità intelletive in una disciplina talmente rigorosa, che riesce a donare esperienze sensoriali e congitive che vanno oltre la dimensione mentale a cui siamo quotidianamente abituati a vivere.

Tecniche di Kabbalah

Tecniche come la Temurah, צופן אתב”ש‎ , in cui le parole e le frasi della Bibbia (Tanakh) rivelano – attraverso più tipi di trasmutazione delle lettere – significati profondi nascosti dalle parole stesse. Il metodo si avvale di codici e come avviene coi numeri nella Ghematria (גימטריא) . Oppure come avviene nel Notarikon (נוטריקון)  con la derivazione di acronimi. Si tratta di approcci pratici che possono svelare significati esoterici che aprono a dimensioni esperienziali inaspettate. A questi si integrando esercizi sempre più articolati con le Lettere, capaci di aullare l’interferenza dei pensieri nel processo cognitivo-esperienziale. Questo aspetto avviene gradualmente e passa attraverso prove attitudinali.

L’esperienza “sensoriale-cognitiva” della Kabbalah

Ogni arte, scienza o dottrina è una dimensione esperienziale distinta. Nella Kabbalah invece l’esperienza diviene sensoriale-cognitiva . Si tratta di un’insegnamento capace di andare oltre il linguaggio comunicativo, fino a giungere ad un’esperienza sinestetica, che può condurre nella misteriosa dimensione “profetica”. Una dimensione in cui il significato della parola non è più “definibile”.

Questo perchè la profezia è esperienza “animica” , e la tradizione la indica come uno stato dell’anima in cui il Ruach haQodesh (רוח הקודש), lo “Spirito di Santità” rende possibile il “ricevere“.

Potrebbe essere definita come la “pratica suprema del ricevere” (ricevere come HaQaBaLah מקבל), che si esprime in un piano esperienziale a-dimensionale, fuori da qualsiasi dimensione o scala “ontologica” attraverso la quale siamo abituati a catalogare cose e concetti.

L’esperienza kabbalistica costituisce sempre un “passaggio” e nel caso della Kabbalah profetica il passaggio conduce ad un nuovo modello comunicativo, dove tecniche, simboli, formule, linguaggi, forme, ritmi vocali e sequenze ben strutturate, concetti e pensieri, abbandonano il controllo del nostro essere senza abbandonare la coscienza.

E’ quella tradizione “segreta” che consente di attingere una risposta inequivocabile sulla vita da una dimensione meditativa, esperienziale, visionaria, bellissima e tremenda. Questo, forse, è il nocciolo stesso intorno al quale ruota l’intera tradizione e che ne alimenta la sua affascinante “vibrazione”.

אריה

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