Kether

Keter (ebraico:  כֶּתֶר ) è la “Corona”, la più alta delle Sephirot dell‘Albero della Vita nella Kabbalah.
E’ la  “corona regale” delle Sephirot che si pone sopra Chockmah (alla sua destra), sopra Binah (alla sua sinistra) e direttamente sopra Tipheret, le uniche Sephirot che sono connesse con un sentiero a Kether.

Kether si pone al di sopra di tutte le cose.
Per questo anche le capacità di comprensione di Kether da parte della mente sono vane.
Da Kether si protraggono i 620 pilastri di luce che reggono la creazione di ogni cosa.

Kether rappresenta gli stimoli primordiali dell’intenzione nell’Ein Soph.
E’ l’eccitazione del desiderio di manifestazione del “divino” nella vita.
Contiene tutte le potenzialità per la vita ma non il “contenitore” quindi viene chiamato “niente”. Intuitivamente le persone che non amano ascoltare, quando colgono la presenza di Kether nelle parole delle persone che non desiderano comprendere, tendono a reagire con intolleranza dicendo spicciatamente “è aria fritta”.

Briah

Se volessimo raffigurare Kether è quindi la Corona, non la Testa. Simile al Sahamsara Chakra, il Loto dai Mille Petali, posto al di fuori del nostro corpo, nell’occulto imperscrutabile. E’ stato chiamato in molti modi: l’Antico degli Antichi, l’Antico dei Giorni, il Punto primordiale, la Testa Bianca, Eheieh. Simboleggiato dal punto, dalla corona, dal bianco assoluto, la svastica, Brahma, il Diamante, il Cigno.

E’ il Primum Mobile di Dante, Rashith Ha Gilgalim da cui emanano i Chaioth ha Qadesh, חיות הקדש – le sacre creature viventi, dalla cui azione rotatoria tutte le cose prendono vita, per questo la sua dimensione incolore si pone oltre i colori, i Khabs am Pekht nel misticismo egiziano.

Yetzirah

Kether è tuttavia il desiderio di far nascere qualcosa di nuovo nel mondo.
E’ compassione assoluta.
Per questo motivo Rav Moshe Cordovero la descrive come la fonte dei 13 attributi superiori della misericordia.
La sua potenza sta nella compassione suprema. Capace di attingere dal nulla (Ain) ineffabile l’espressione vitale capace di imprimere nella memoria umana un’impressione incancellabile.
E’ il roveto ardente.
E il nome di Dio ad essa associato è Ehyeh Asher Ehyeh  (אהיה אשר אהיה), Io sono clui che sono.

Assiah

Per questo in ogni momento della vita noi abbiamo la possibilità di “riconoscerci”.
Riconoscere la presenza di qualcosa che va oltre le nostre azioni, le nostre emozioni, i nostri pensieri.

Accettare Kether non è per tutti, ma è l’occasione che a tutti è data di cogliere.

 

 

 

 

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