Nukva

Nukva

In aramaico significa “femmina”.
נוכבי (v.n. 88) – Nukva, una parola che nutre di energia vitale altre parole-simbolo: terra, corpo, pane, figlia, donna, sposa, coppa, trono, tempio, tabernacolo e “di più”
Molto di più…

“Quando il Tempio, che è Nukva, è stato contaminato, la morte è stata causata al mondo per il periodo di tempo fino a quando la luna, che è la Nukva, viene corretta e ripristina il suo splendore”. – (Zohar 3. Bereshit B 57)

La Luna “corretta” torna allo splendore quando genera profezia. In quel momento è Nukva.
L’annuncia la voce interiore, quella della lettera (ה) – suono che ci giunge dal profondo, senza filtri, attraverso parole che emergono incontaminate. Come faceva la Pitia, quella sacerdotessa distaccata dalla dimensione corporea che riesciva a dettare il senso celato delle cose future…

“Bat-Sheva, la madre di Salomone “(I Melachim 1:11) è la Nukva …” – Sepher ha Zohar

La Luce attraverso la Nukva

All’inizio essa non ha desiderio di ricevere la Luce:
è solo un punto, un piccolo granello nascosto nelle profondità dell’essere, un qualcosa di celato che riusciamo solo ad intuire dietro il petto, il volto che sorride alla vita (פרצוף מחייך) . Quello che non osa e che sente-richiama l’avverarsi del tempo.

La Nukva è “figlia” e si nutre. Inizia a crescere. Assorbe Luce circostante, comincia a dare forma ai suoi desideri. Inizia a far splendere i vasi che sa costruire.

Nutrire il gioco prima della creazione

…la sua kavanah è ispirare la genesi della vita

Nukva costruisce intuizioni, segni e guizzi illuminanti di sensazioni. Possiamo coglierli, e tanto più ci asteniamo dall’afferrarli tanto più splende e riversa Zohar.

E’ per la Lei che il nostro sentire apprende. Apprende ed impara ad osare: osa protrarsi oltre i confini per scelta, per afferrare l’intenzione (kavanah) più sottile e pura, la scintilla che genera la vita.

Quell’intenzione che nutre desiderio e forza con disciplina: l’arte sottile di ascoltare la pelle attraverso la schiena. Anche a distanza. In risonanza.

Così è la figlia, finchè Malchut non espande il suo regno.

 

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Possiamo immaginare lo spazio-tempo di Nukva: lo abbiamo vissuto. Lo abbiamo perduto. Lo ritroviamo ogni volta quando non ce lo aspettiamo. Dimensione spirituale potente. E, nonostante gli strumenti che abbiamo per percepirlo, inclusi la Torah e i testi cabalistici, occorre grande cura e sapienza nel saperlo coltivare.

 

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